Intelligenza artificiale in Italia: crescita rapida ma forti differenze territoriali
In Italia l’adozione dell’IA nelle imprese cresce, ma il divario tra Nord e Sud aumenta e le PMI restano indietro.

L’adozione dell’intelligenza artificiale nelle aziende italiane è quasi raddoppiata in un anno, passando dall’8,2% al 16,4% tra le imprese con almeno 10 dipendenti. Tuttavia, questa crescita non colma le distanze: il divario tra Nord-Ovest e Mezzogiorno è aumentato, arrivando a 7,1 punti percentuali.
Le dimensioni aziendali incidono molto: solo il 14,2% delle imprese tra 10 e 49 addetti usa l’IA, contro il 53% delle grandi aziende. Il 77% delle piccole imprese non adotta ancora queste tecnologie e non prevede di farlo a breve.
Le regioni più avanzate sono Bolzano, Piemonte, Emilia-Romagna e Lombardia, tutte sopra il 19%, mentre altre come Trento, Calabria, Marche e Campania restano sotto il 10%. La digitalizzazione aziendale è fondamentale: chi ha già processi digitali e piattaforme integrate ha ricavi superiori e adotta l’IA più facilmente.
L’adozione dell’IA è collegata all’utilizzo di business intelligence, cloud, CRM e analisi dati. Senza queste tecnologie, la probabilità di adottare l’intelligenza artificiale resta bassa. Per favorire la diffusione, sono previste nuove agevolazioni fiscali e contributi a fondo perduto, soprattutto per le PMI.
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